Osservare un nido, aspettare il primo volo, chiedersi se tutto procede bene: questa scena affascina e a volte preoccupa. Il volo non avviene per magia. Segue un calendario biologico preciso, influenzato da decine di fattori. Se ti chiedi quanto tempo impiega un passerotto prima di volare, sei nel posto giusto. Questa pagina analizza ogni fase, ogni sfumatura. Nessun battito d’ala sarà ignorato.
Specie
Età media del primo volo
Tipo di pulcino
Cinciallegra
18 giorni
Nidicola
Passero domestico
14-17 giorni
Nidicola
Merlo
15-20 giorni
Nidicola
Pettirosso
14 giorni
Nidicola
Pombo
28-35 giorni
Nidicola
Rondone nero
40 giorni
Nidicola
Germano reale
1 giorno
Nidifugo
Gallina domestica
1 giorno
Nidifugo
Perché alcuni pulcini volano subito e altri no
Non tutti i pulcini lasciano il nido allo stesso ritmo. Due grandi categorie strutturano il loro sviluppo: nidifughi e nidicoli.
I nidifughi (pulcini di gallina, anatra, oca, gabbiano) lasciano il nido nelle prime ore. Camminano, a volte nuotano, seguono i genitori dal giorno 1. Il loro piumaggio è già sviluppato alla nascita. Il volo arriva più tardi, ma la capacità di muoversi è immediata. Uscire dal nido non coincide quindi con l’apprendimento del volo.
I nidicoli (cinciallegre, passeri, merli, pettirossi) nascono ciechi, nudi, immobili. Dipendono totalmente dagli adulti per nutrirsi, riscaldarsi e sopravvivere. Restano diversi giorni o settimane nel nido prima di spiccare il volo. Ed è proprio per loro che la domanda sul tempo necessario prima del volo è reale.
Quanti giorni impiega un pulcino nidicolo prima di volare
Nei nidicoli, l’apprendimento del volo segue un calendario biologico specifico per specie, ma alcune tappe sono sistematiche:
Nascita: il pulcino pesa pochi grammi. Nessun piumaggio, occhi chiusi, si muove a malapena.
Sviluppo del piumino: nei primi giorni cresce un leggero piumino. Non serve per il volo, ma aiuta a termoregolarsi.
Apertura degli occhi: tra i 5 e i 7 giorni a seconda della specie. Inizia a interagire con l’ambiente.
Crescita delle penne da volo: verso i 10 giorni, crescono le remiganti primarie (ali) e le timoniere (coda).
Rinforzo muscolare: tra 10 e 14 giorni, il pulcino si muove di più, sbatte le ali nel nido, impara l’equilibrio.
Primi voli: tra 12 e 25 giorni secondo la specie, a volte più tardi. Il primo volo è breve, incerto, goffo.
Esempio concreto: un passero domestico vola verso i 14-17 giorni. Una cinciallegra spicca il volo intorno al 18° giorno. Un merlo può restare nel nido fino ai 20 giorni.
Fattori che accelerano o ritardano il primo volo
Il numero di giorni prima del primo volo non è scolpito nella pietra. Diversi fattori influenzano direttamente questo momento:
Specie: un colombo vola tra 28 e 35 giorni, un pettirosso verso i 14 giorni, un rondone nero intorno ai 40 giorni.
Alimentazione: una dieta ricca di proteine accelera lo sviluppo muscolare e la crescita delle penne. I genitori lo fanno naturalmente, ma in caso di intervento umano è possibile utilizzare larve di farina nutrienti e digeribili per i pulcini caduti dal nido o deboli.
Clima: temperature costanti favoriscono un corretto sviluppo. Il freddo rallenta tutto.
Dimensione della covata: più pulcini ci sono, più il cibo è diviso. Questo può allungare il tempo prima del volo.
Salute: un pulcino malato, ferito o parassitato impiegherà più tempo a volare.
Disturbo umano: troppe manipolazioni, stress o rumore vicino al nido possono ritardare o accelerare la partenza, a volte a rischio del pulcino.
Ogni nido racconta una storia diversa. Due passeri nati lo stesso giorno in luoghi diversi possono non volare nello stesso momento.
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Il primo volo non è mai un momento trionfale. Si tratta più di un **apprendimento goffo** che di un decollo controllato. Il pullus sperimenta le ali, spesso con impeto:
Battiti rapidi ma disordinati, senza coordinazione.
Volo più planato che battuto, a volte scivolando da un ramo all’altro.
Atterraggi imprecisi, talvolta falliti, con rischio di caduta.
Ritorno al nido difficile, talvolta impossibile nei primi giorni.
L’efficacia del volo appare dopo **diversi giorni di esercizio**, talvolta fino a due settimane. Il primo volo segna l’inizio dell’apprendimento, non la sua padronanza.
Volo troppo precoce: quali rischi
Un volo troppo precoce espone il pullus a diversi pericoli:
Caduta fatale, soprattutto in ambienti urbani.
Ipotermia se il piumaggio non è sufficientemente sviluppato.
Predazione aumentata da parte di gatti, corvi o rapaci.
Impossibilità di tornare al nido se le ali sono troppo deboli.
Ma anche un volo troppo tardivo comporta dei rischi:
Il nido diventa troppo visibile ai predatori.
I genitori possono ridurre il cibo per incoraggiare il volo.
Un piumaggio troppo denso può ostacolare l’apprendimento se il volo viene ritardato.
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Quanti giorni impiega un pullus per volare bene dopo il primo volo
Una volta che il pullus lascia il nido, il volo rimane limitato per alcuni giorni:
Voli brevi, in linea retta.
Equilibrio instabile.
Scarsa coordinazione tra ali e coda.
Atterraggi goffi.
Ma i progressi sono rapidi. In 5-10 giorni, diventa capace di seguire i genitori in volo. In 10-15 giorni, a volte caccia da solo (insettivori). Nei granivori o frugivori, l’autonomia arriva più lentamente.
Esempio: nel merlo nero, 10 giorni dopo il primo volo, il giovane è ancora nutrito, ma comincia a esplorare e a nutrirsi da solo.
Perché alcuni pullus impiegano più tempo a volare
Il volo richiede:
Muscoli potenti.
Piume lunghe, ben orientate.
Coordinazione perfetta.
Un istinto attivato al momento giusto.
In alcune specie come il rondone, il primo volo non perdona. Vive in volo. Mangia, dorme, beve, si accoppia in aria. Deve quindi essere pronto al primo tentativo. Da qui una partenza molto tardiva (40 giorni).
Al contrario, i passeriformi possono sbagliare. Vivono vicino al suolo, in siepi e cespugli. Un volo fallito non è letale. Possono risalire a piedi, nascondersi, ricevere ancora aiuto.
Ogni strategia riflette un compromesso tra sicurezza, crescita, mobilità e sopravvivenza.
Segni che indicano che un pullus sta per volare
Ecco indizi chiari:
Piumaggio completo (nessuna zona nuda visibile).
Occhi ben aperti, vigilanza.
Ali battute anche a terra.
Comportamento agitato nel nido.
Riduzione dei viaggi dei genitori (incoraggiamento al volo).
Un giovane uccello appollaiato su un bordo, che osserva intorno con le ali semiaperte, è probabilmente a poche ore dal suo primo volo.