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Dare aglio alle galline per la loro salute e prevenire i parassiti

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L’aglio per le galline suscita sempre più interesse tra gli allevatori amatoriali e professionisti. Pianta antica e potente, è spesso citata come soluzione naturale per rafforzare la salute del pollame. Ma a cosa serve davvero l’aglio nell’alimentazione delle galline? In quale forma integrarlo? Ci sono dei rischi? Perché questa pratica sia efficace e sicura, è essenziale comprendere i meccanismi, i dosaggi, i metodi e i limiti. Questo articolo dettaglia tutto ciò che bisogna sapere sull’uso dell’aglio in un allevamento di galline, sia in un pollaio familiare sia in una piccola azienda.

Perché dare aglio alle galline e cosa cambia davvero

L’aglio (Allium sativum) contiene numerosi composti attivi come l’allicina, con effetti antibatterici, antifungini e vermifughi. Queste sostanze possono agire positivamente sul sistema digestivo delle galline, influenzandone anche lo stato generale. Un consumo regolare di aglio migliora il transito intestinale, riduce il carico microbico e aiuta a limitare le infestazioni da vermi. Il suo odore particolare, esalato dai pori e dalle feci, potrebbe allontanare alcuni parassiti esterni come gli acari rossi. Molti allevatori osservano una diminuzione dei casi di coccidiosi o di infezioni respiratorie leggere, ma questi effetti non sostituiscono un trattamento veterinario se necessario. L’aglio agisce come integratore alimentare e non come farmaco. La sua efficacia si basa sulla regolarità, sulla moderazione e sulla qualità del prodotto utilizzato.

Le diverse modalità di somministrazione dell’aglio alle galline

Esistono diverse forme di aglio utilizzate in allevamento, ciascuna con proprietà leggermente diverse a seconda del metodo di preparazione.

Dare aglio fresco o tritato alle galline

L’aglio fresco conserva tutte le sue sostanze volatili, in particolare l’allicina. Tritato o schiacciato, può essere aggiunto alla razione quotidiana, mescolato ai cereali o alla pappa. Mezza spicchio d’aglio per due galline, due o tre volte a settimana, è sufficiente. È importante evitare pezzi grandi, perché le galline potrebbero rifiutarli. L’aglio deve essere integrato in un alimento appetibile per garantirne il consumo. È possibile anche offrire occasionalmente aglio orsino essiccato alle galline, come complemento o in alternanza. Il pacchetto da 50 g Octave Bauchant è adatto a questo uso: da infondere nell’acqua o da spargere nella razione, secondo le preferenze del gruppo.
ail des ours

Aglio Delle Orsi per Galline

Rafforza naturalmente la salute digestiva e immunitaria delle galline.

Mischiare la polvere d’aglio nell’alimentazione delle galline

La polvere d’aglio è semplice da dosare e da mescolare. Si conserva più facilmente rispetto all’aglio fresco. Una dose media varia tra 2 e 4 grammi per chilo di alimento. Può essere utilizzata in cicli di 7-10 giorni, ripetuti ogni mese. Alcuni produttori propongono polveri arricchite o microgranulate, adatte a formulazioni di razioni più precise.

Preparare un’infusione di aglio per l’acqua delle galline

L’infusione d’aglio è un metodo antico. Si lasciano in ammollo due spicchi schiacciati in un litro d’acqua per 12 ore, poi si filtra. Quest’acqua può essere data alle galline per due giorni consecutivi, ogni due settimane. Attenzione a non superare questa durata, perché l’odore può rapidamente dissuadere le galline dal bere, soprattutto con il caldo.

Cosa apporta l’aglio alla salute delle galline, quotidianamente

Le virtù dell’aglio non si limitano al suo ruolo antiparassitario. La sua azione globale sulla salute delle galline si manifesta in diversi modi.

L’aglio per rinforzare la resistenza naturale delle galline

L’aglio stimola la produzione di globuli bianchi e sostiene il sistema immunitario. Studi condotti sul pollame hanno mostrato una riduzione della mortalità nei periodi di stress (cambiamenti stagionali, introduzione di nuove galline) quando l’aglio veniva integrato regolarmente nell’alimentazione.

L’aglio per ridurre la presenza di vermi intestinali

L’allicina crea un ambiente intestinale sfavorevole ai vermi, riducendone lo sviluppo. Questa azione è più efficace in prevenzione che come trattamento curativo. L’aglio non sostituisce un vermifugo chimico in caso di infestazione accertata, ma può prolungare l’intervallo tra due cure farmacologiche.

Legame tra consumo di aglio e migliore produzione delle uova

Gli allevatori notano talvolta una produzione di uova più regolare, con gusci più resistenti. Questo fenomeno si spiega con una migliore assimilazione dei nutrienti e una riduzione delle infezioni subcliniche. L’aglio può inoltre agire come leggero stimolante dell’appetito. Per potenziare gli effetti dell’aglio, altre piante come la menta piperita o il timo essiccato possono essere utilizzate in alternanza. Il confezionamento proposto da Octave Bauchant permette un dosaggio pratico nella razione o in infusione.
Menthe poivrée poule

Menta piperita per Gallina

Lenisce, rinfresca e stimola il sistema digestivo degli uccelli.

Effetti collaterali possibili dell’aglio nelle galline

Effets secondaires possibles de l’ail chez les poules Nonostante i suoi benefici, l’aglio può avere effetti negativi se utilizzato in modo scorretto.

Troppo aglio nella razione delle galline: effetti da monitorare

Un eccesso di aglio nella razione può irritare le mucose digestive, provocare diarrea passeggera o alterare il gusto delle uova. In allevamento intensivo, alcuni riscontri segnalano una riduzione del consumo di alimento se l’aglio è troppo presente. Un consumo eccessivo e prolungato può anche interferire con la flora intestinale benefica.

L’aglio può alterare il gusto delle uova delle galline?

Studi condotti su uova di galline alimentate con aglio hanno rilevato aromi percepibili oltre certe concentrazioni. Per il consumo familiare ciò non rappresenta un problema. Ma in un contesto produttivo destinato alla vendita, è necessario verificare che questo sapore non disturbi i clienti. L’odore di aglio può comparire anche nelle feci, modificando l’ambiente nel pollaio.

Con quale frequenza dare aglio alle galline secondo i periodi

L’aglio si integra soprattutto in prevenzione, nei periodi a rischio: primavera, autunno, in caso di umidità o calo di forma. Una cura di una settimana al mese resta efficace, soprattutto se combinata con altri gesti: pulizia regolare del pollaio, sabbia nei bagni di polvere, controllo di vermi e parassiti. L’aglio deve sempre essere accompagnato da un’alimentazione equilibrata in proteine, calcio e fibre vegetali. Durante periodi di intensa deposizione o muta, è meglio ridurre le quantità o passare alla polvere, meglio tollerata. Le giovani galline (prima delle 5-6 settimane) non dovrebbero ricevere aglio, poiché il loro sistema digestivo è ancora troppo fragile.

Come l’aglio aiuta a combattere i parassiti nel pollaio

L’ail aide à lutter contre les parasites dans le poulailler L’aglio svolge anche un ruolo indiretto contro i parassiti esterni. Modificando l’odore corporeo delle galline, rende il loro sangue meno attraente per i pidocchi rossi o gli acari. Testimonianze riportano una riduzione visibile degli attacchi notturni, soprattutto quando l’aglio è combinato con altri repellenti come terra di diatomee o aceto bianco. Tuttavia, questa azione resta limitata in caso di infestazione massiva, dove trattamenti meccanici o chimici risultano inevitabili.

Quanto costa l’aglio per alimentare un piccolo allevamento di galline

L’aglio è un prodotto economico e disponibile tutto l’anno. Una testa d’aglio costa in media 0,50 € a 1 € a seconda della stagione. Per una decina di galline, una testa d’aglio a settimana è sufficiente. La polvere d’aglio acquistata sfusa costa tra 6 e 10 € al chilo, quindi un prezzo molto basso per ogni ciclo. Le infusioni possono essere realizzate con gli avanzi dell’orto o con aglio in fine conservazione.

Cosa mostrano gli studi scientifici sull’aglio per le galline

Diversi studi universitari confermano gli effetti dell’aglio sulla salute del pollame. Uno studio pubblicato nel 2017 su Poultry Science Journal ha osservato una riduzione del 42% dei vermi intestinali nelle galline ovaiole che ricevevano aglio per 4 settimane. Un altro studio del 2020 ha rilevato un aumento del peso medio delle galline alimentate con l’1% di polvere d’aglio nella razione, senza calo della produttività. Questi dati confermano l’utilità dell’aglio in una strategia complessiva di salute animale, purché il suo uso resti misurato e ragionato.

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